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Fisco

Agevolazioni fiscali alle imprese, si va verso una revisione organica

Con l’approvazione della Nadef, il governo non nasconde l’obiettivo di procedere a una revisione organica degli incentivi alle imprese, in ottica di semplificazione e potenziamento

giovedì 7 ottobre 2021 - Amministratore

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Con l’approvazione della Nadef, la nota di aggiornamento al DEF, il governo ha fatto il punto sulle attuali misure di politica industriale, ovvero sugli aiuti e delle agevolazioni in essere alle imprese, sui fondi per situazioni di crisi o per lo sviluppo del Mezzogiorno. Il quadro attuale è piuttosto variegato, anche a causa della risposta straordinaria alla crisi pandemica. Per questo, uno degli obiettivi dell’esecutivo con la prossima legge di bilancio è quello di procedere a “una revisione organica degli incentivi alle imprese” in ottica di semplificazione e potenziamento.  

Le misure già in vigore per i prossimi anni 

Alcune misure o interventi però sono già validi per i prossimi anni. Per esempio i crediti di imposta del piano Transizione 4.0, che agevolano investimenti effettuati fino al 2022 con coda per le consegne a metà 2023 se entro l’anno precedente si è versato un acconto di almeno il 20%. Così come per i beni strumentali tradizionali e per i beni immateriali (software) sono previsti fondi fino al 2023. Stesso discorso per i cosiddetti Accordi per l’innovazione, strumenti negoziali per il finanziamento di grandi progetti di ricerca industriale, che vantano una dote di 150 milioni garantita dal Fondo nazionale complementare del PNRR.  

Anche la Nuova Sabatini, contributo statale per ridurre i tassi di interesse sui finanziamenti bancari per l’acquisto o il leasing di beni strumentali, ha una disponibilità di 343 milioni per tutto il 2022. Il Fondo salvaguardia occupazione e prosecuzione attività di impresa e quello per le aree di crisi hanno rispettivamente uno stanziamento di 100 milioni per il 2022 mentre 150 milioni sono le risorse disponibili per i contratti di sviluppo.  

Le misure in standby 

Tra le misure che invece devono ancora essere rifinanziate per i prossimi anni c’è la decontribuzione del 30% per le imprese del Sud. Tutto dipenderà dalla negoziazione con Bruxelles. L’obiettivo è prorogarla fino al 2029 come da norma programmatica della scorsa legge di bilancio del governo Conte II. La Commissione Ue propone invece di prolungare il Quadro temporaneo (temporary framework) sugli aiuti di Stato fino al 30 giugno 2022. 

Ci sarà inoltre da valutare un eventuale rifinanziamento del Fondo per la trasformazione digitale delle Pmi che è andato esaurito. Su questo punto Margrethe Vestager, commissaria alla Concorrenza, è stata esplicita: “La nostra proposta punta ad ampliare le possibilità di aiuto per transizione verde e digitale”.  

Franco Metta

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