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Amici della Terra scrivono a Renzi: “Introdurre una Carbon Intensity Tax”

Una imposta sull’intensità carbonica dei prodotti che agisca come leva di fiscalità ambientale tramite la modulazione delle aliquote IVA

mercoledì 1 luglio 2015 - Redazione Casa&Clima

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In una lettera aperta al Presidente Renzi e ai Ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente, gli Amici della Terra chiedono un cambiamento deciso delle politiche contro il cambiamento climatico con l’introduzione di una imposta sull’intensità carbonica dei prodotti (o carbon intensity tax) che agisca come leva di fiscalità ambientale tramite la modulazione delle aliquote IVA.

“Lo strumento della fiscalità ambientale – ricordano gli Amici della Terra - non ha l’obiettivo di aumentare il gettito fiscale ma si prefigge di incentivare le produzioni più pulite ed efficienti, e di disincentivare quelle a più alto contenuto di carbonio. Il punto di partenza della proposta, basata su elaborazioni già avanzate in altre sedi e adottate dalla risoluzione delle Commissioni Ambiente e Industria del Senato, sono i parametri di riferimento di intensità carbonica per unità di prodotto, già adottati a livello UE. La modulazione dell’IVA, basata su questi parametri, sia per i prodotti dei paesi UE che per quelli importati, sarebbe quindi di carattere non discriminatorio e compatibile con le regole del WTO”.

“Solo in questo modo si può porre rimedio agli effetti del Carbon Leakage, uno degli aspetti più contraddittori delle politiche energetico-ambientali della UE, reso ancor più acuto dalla lunga fase di crisi economica di questi ultimi anni. I prodotti della manifattura europea, come risultato di politiche avanzate con obiettivi ambiziosi ma unilaterali, sono caratterizzati da elevati standard di qualità ambientale e bassa intensità carbonica. Essi devono fronteggiare (e spesso soccombono) i prodotti importati da paesi extra Ue con più bassi standard di qualità ambientale ed alta intensità carbonica. Così l’Europa si è deindustrializzata. I problemi ambientali, però, si sono solo spostati per ciò che riguarda gli effetti locali e sono rimasti immutati per quello che riguarda gli effetti di carattere globale come quelli legati alle emissioni di gas serra”.

INTRODURRE LA CARBON INTENSITY TAX A PARTIRE DAI SETTORI RICONOSCIUTI DALLA UE COME SOTTOPOSTI A CARBON LEAKAGE. “Dopo gli anni dei costosissimi incentivi a favore delle sole fonti rinnovabili elettriche che hanno portato ad un pesante aumento del prezzo dell’elettricità e a scarsi effetti sulle emissioni climalteranti, - dicono gli Amici della Terra - ora l’Italia può aprire una nuova strada con l’introduzione della carbon intensity tax a partire dai settori riconosciuti dalla UE come sottoposti a carbon leakage.

Infatti, sono mature le condizioni per una nuova strategia di decarbonizzazione a livello globale che si basi sul livello di eccellenza energetico-ambientale raggiunto in molti settori dell’industria europea. Valorizzare questa qualità ambientale in modo non autoreferenziale rispetto agli altri attori del mercato globale, può innescare un processo virtuoso nei mercati internazionali verso gli obiettivi delle politiche di riduzione delle emissioni climalteranti”.

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