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BIM, i professionisti tecnici esclusi dalla commissione ministeriale

Il presidente degli Ingegneri ha inviato una nota al ministro Delrio

martedì 30 agosto 2016 - Redazione Casa&Clima

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Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri ha inviato una nota al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Del Rio, a proposito delle questioni legate agli adempimenti previsti dal codice appalti in tema di processi innovativi (BIM). Il riferimento, in particolare, è alla commissione ministeriale che si occuperà della questione, coordinata dal Provveditore Ing. Pietro Baratono, a quanto pare composta da rappresentanti di alcune Università italiane e che non vede alcuna rappresentanza delle professioni tecniche.

“Ancora una volta – si legge nella Nota firmata dal Presidente del CNI, Armando Zambrano - commissioni importanti per il futuro delle attività dei professionisti vengono istituite senza che questi possano dare un contributo di merito. Essere ascoltati non equivale a scrivere le regole. Il perché di questa scelta è incomprensibile, dal momento che esiste la possibilità, attraverso un unico soggetto - la Rete delle Professioni Tecniche - di coinvolgere tutti i consigli nazionali interessati senza dover aumentare in modo non utile il numero dei soggetti coinvolti”.

“I processi innovativi come il BIM – prosegue Zambrano - per i professionisti sono una occasione per ristrutturare i propri studi, per sperimentare nuovi modelli organizzativi, per favorire le aggregazioni, superare le competenze, fare, in concreto, multi ed inter disciplinarietà. Perché non si è voluto cogliere questo aspetto? Perché, ancora una volta, non si è voluto avere una visione strategica, cogliendo l'obbligo del codice come momento di confronto con i soggetti, tra cui i professionisti, che hanno già una esperienza reale costruita sulle proprie spalle e con le proprie risorse?

Non abbiamo risposte a questi perché – conclude Zambrano -. Abbiamo solo la conferma di un paese che, alla vigilia di importanti riforme istituzionali, potenzialmente capaci di proiettarlo in una nuova e diversa dimensione, procede secondo i soliti metodi ed i soliti schemi, offrendo un quadro di situazioni che sanno solo riprodursi senza mai cambiare, vanificando così gli sforzi che alcuni, nello specifico i professionisti, stanno concretamente facendo per eliminare quanto di sbagliato e di superato esiste nelle proprie organizzazioni, nelle proprie strategie, nelle proprie rappresentanze”.

“Se e quando la commissione ci chiamerà – conclude il presidente del Cni - parteciperemo e daremo il nostro contributo ma non potremo evitare di veicolare a tutti gli iscritti negli ordini e collegi delle professioni tecniche il dispiacere e l'amarezza per questa ennesima dimostrazione di distanza della politica dal mondo delle professioni”.

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