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Carenza di un adeguato livello di progettazione: Anac boccia un appalto di RFI da 850 milioni di euro

Appalto senza adeguata progettazione volto ad eseguire lavori e opere funzionali alla soppressione di un certo numero di passaggi a livello. Incompletezza della documentazione di gara e violazione dei principi di libera concorrenza, trasparenza e par condicio

lunedì 25 luglio 2022 - Redazione Casa&Clima

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Appalto del valore di oltre 850 milioni di euro da parte di Rete Ferroviaria Italiana per la soppressione dei passaggi a livello svolto con carenza di un adeguato livello di progettazione. Incompletezza della documentazione di gara, con conseguenze sull’elaborazione del prezzo offerto “impedendo la formulazione di prezzi più convenienti e congrui”. Violazione dei principi di libera concorrenza, trasparenza e par condicio.

Sono questi alcuni dei rilievi sollevati dall’Autorità Anticorruzione alla società RTI, al termine di una lunga e approfondita istruttoria - Delibera n. 329 del 13 luglio 2022 (in allegato) - che ha preso in esame ogni aspetto dell’appalto, volto ad eseguire lavori e opere funzionali alla soppressione di un certo numero di passaggi a livello.

I RILIEVI ANAC. Anac contesta a Rete Ferroviaria “la mancata remuneratività dei posti a base di gara, e approssimazioni nell’elaborazione degli atti e delle procedure”; la non considerazione delle clausole di revisione dei prezzi, particolarmente rilevanti di fronte agli aumenti dell’energia e delle materie prime e all’inflazione galoppante; l’applicazione di un regime derogatorio del Codice degli Appalti, utilizzando la clausola di “estrema urgenza per l’emergenza sanitaria”, senza che vi fossero le condizioni.

Inoltre l’Autorità evidenzia “una presumibile violazione dei principi di libera concorrenza, trasparenza e par condicio”, dovuta a una non corretta applicazione delle disposizioni normative progettuali.

Non avendo RTI definito in maniera corretta l’oggetto dell’appalto e l’importo posto a base di gara per i singoli lotti previsti, secondo Anac viene violata la normativa vigente, e l’elaborazione del prezzo offerto risulta conseguentemente per forza di cose approssimata.

L'ESPOSTO DI ASSOCIAZIONE IMPRESE FERROVIARIE. L’indagine dell’Autorità era partita da una segnalazione, all’inizio del 2022, da parte di Associazione Imprese Ferroviarie, in cui venivano contestate procedure e previsioni contenute negli atti di gara, compreso l’affidamento, mediante procedura ristretta, di un accordo quadro per i lavori, suddivisi in 23 lotti.

L’esposto faceva presente che la disapplicazione del prezziario regionale da parte di Rete Ferroviaria Italiana impediva all’operatore di formulare offerte di sufficiente pregio tecnico, oltre a non dare conoscenze precise per lo svolgimento della progettazione esecutiva, a fronte dell’assenza della progettazione definitiva e del progetto di fattibilità tecnica e economica.

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