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Sentenze

Cassazione, quando il proprietario del suolo lo diviene anche della costruzione

L'operare di tale istituto non è affatto precluso dalla circostanza che, in presenza di una comunione del suolo, la costruzione sia realizzata da uno (o da alcuni) soltanto dei comproprietari

mercoledì 4 aprile 2018 - Redazione Casa&Clima

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Con la sentenza n. 3873/2018 pubblicata il 16 febbraio, le Sezioni Unite della Cassazione civile forniscono delucidazioni in merito all'istituto dell'accessione, cioè al modo di acquisto della proprietà per cui il proprietario del suolo acquista la proprietà della cosa altrui che in esso si incorpora.

Secondo le Sezioni Unite “un esame obiettivo del complesso della disciplina codicistica consente di ritenere, in accordo con autorevole dottrina, che l'operare dell'istituto dell'accessione non è affatto precluso dalla circostanza che, in presenza di una comunione del suolo, la costruzione sia realizzata da uno (o da alcuni) soltanto dei comproprietari”.

Secondo la suprema Corte “tanto l'interpretazione letterale quanto l'interpretazione sistematica delle norme codicistiche relative all'accessione depongono nel senso che la 'regola generale' dell'accessione di cui all'art. 934 cod. civ. prescinde dal riferimento soggettivo all'autore della costruzione e che non vi sono ragioni per escludere che essa - legata com'è al mero fatto dell'incorporazione dei materiali al suolo - operi anche nel caso di costruzione realizzata dal singolo comproprietario sul suolo comune”.

La sentenza n. 3873/2018 della Cassazione

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