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Consultazione sul Codice dei Contratti: la posizione di CNA Installazione Impianti

La consultazione “non può costituire un alibi per tentare di ritornare al passato”

lunedì 17 settembre 2018 - Redazione Casa&Clima

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“La consultazione pubblica voluta dal Ministro Toninelli sulle linee guida di semplificazione del Codice Appalti non può costituire un alibi per tentare di ritornare al passato”.

Lo afferma Guido Pesaro, Responsabile Nazionale CNA Installazione Impianti, riferendosi ad “alcune prese di posizione tendenti a ripristinare regole e modalità che vanificherebbero alcuni, ma importanti e fondamentali aspetti che caratterizzano il testo del D.lgs 50/2016 rispetto alla normativa precedente”.

“Progettazione esecutiva e messa in soffitta dell’appalto integrato sono state tra le novità che hanno positivamente contraddistinto la nuova legislazione sugli appalti ed ipotizzare un ripristino dell’appalto integrato significa, nei fatti, riaprire la strada a quegli sprechi ed abusi che hanno caratterizzato il passato”, sostiene CNA Installazione Impianti.

“Piuttosto – continua Pesaro – va superato il problema della scarsa suddivisione degli appalti in lotti da parte delle stazioni appaltanti, criticità che di certo non favorisce le piccole imprese, e quello della qualificazione delle stazioni appaltanti stesse”.

Un discorso a parte, poi, CNA Installazione Impianti lo riserva al tema del subappalto. Per le imprese impiantistiche sono infatti dirimenti sia la necessità di mantenere inalterato il tetto del 30% al subappalto, calcolato sull’intero importo del contratto che l’impossibilità per l’appaltatore di qualificarsi anche attraverso i lavori affidati in subappalto. “Deve essere chiaro – sottolinea il Responsabile degli impiantisti CNA - che adottare soluzioni diverse significherebbe solo ed esclusivamente favorire quelle ‘scatole vuote’ che hanno contribuito non poco ad inquinare e dequalificare il sistema degli appalti pubblici. Inoltre – conclude Pesaro – non sarebbero in alcun modo accettabili per le piccole imprese retromarce rispetto all’obbligo del pagamento diretto dei subappaltatori”.

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