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Ddl Lavoro autonomo, le proposte di Confprofessioni per migliorare il testo

Il presidente Stella: “Più spazio all'universalità delle tutele e strumenti idonei per stimolare la competitività del settore professionale”

mercoledì 22 giugno 2016 - Redazione Casa&Clima

Deducibilità dei contributi versati per l'assistenza sanitaria integrativa; estensione del contratto di rete ai liberi professionisti e apertura alle società di capitale tra professionisti. Sono alcuni punti proposti da Confprofessioni per migliorare il ddl sul lavoro autonomo all'esame della Commissione Lavoro del Senato.

«L'obiettivo è quello di perseguire l'universalità delle tutele dei lavoratori autonomi e, al tempo stesso, fornire strumenti idonei in grado di stimolare la competitività del settore professionale», spiega il presidente Gaetano Stella.

In questo senso si muove la proposta della Confederazione tesa a introdurre una soglia di deducibilità, nel limite di 250 euro, per i contributi versati volontariamente dai lavoratori autonomi per le forme di assistenza sanitaria integrativa gestite dalla bilateralità di settore. Rimanendo sempre in ambito fiscale, Confprofessioni sottolinea poi la necessità di integrare negli oneri sostenuti dai lavoratori autonomi per la formazione (deducibili integralmente entro i 10 mila euro) anche le spese di viaggio e di trasporto collegate alla partecipazione di eventi formativi. Sul fronte della competitività le osservazioni della Confederazione puntano ad estendere ai liberi professionisti il contratto di rete finora riservato alle sole imprese, sottolineando che l'esercizio professionale svolto attraverso questa tipologia contrattuale deve prevedere un profilo fiscale e contributivo aderente alla realtà professionale.

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