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Sentenze

Distanze legali, chiarimenti dal Tar Lombardia sui muri di sostegno di terrapieni

A termini dell'art. 873 c.c., i muri di sostegno di terrapieni sono costruzioni

lunedì 26 febbraio 2018 - Redazione Casa&Clima

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In materia di distanze legali, mentre il muro di contenimento di una scarpata o di un terrapieno naturale non può considerarsi "costruzione" agli effetti della disciplina di cui all'art. 873 c.c., per la parte che adempie alla sua specifica funzione, devono invece ritenersi soggetti a tale norma, perché costruzioni, il terrapieno ed il relativo muro di contenimento elevati ad opera dell'uomo per creare un dislivello artificiale o per accentuare il naturale dislivello esistente.

Lo ha affermato il Tar Lombardia nella sentenza n.180/2018 pubblicata il 22 gennaio.

Sulle espressioni di "terrapieno naturale" e di "terrapieno artificiale" o antropico, il Tar Milano precisa che la prima consiste in un ossimoro, poiché ogni terrapieno, consistendo in un riporto di terra (contro un muro o) sostenuto da un muro è per definizione opera dell'uomo, e dunque artificiale, mentre naturale può essere soltanto il dislivello del terreno, originario ovvero prodotto o accentuato da movimenti franosi o da altre cause non immediatamente riferibili all'attività dell'uomo. Dunque, a termini dell'art. 873 c.c., i muri di sostegno di terrapieni sono costruzioni.

La sentenza n.180/2018 del Tar Lombardia

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