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Istat: sui redditi da lavoro autonomo carico fiscale e contributivo al 33%

Nel 2015 i redditi da lavoro autonomo al lordo delle imposte e dei contributi sociali risultano in media pari a 22.952 euro

mercoledì 6 dicembre 2017 - Redazione Casa&Clima

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Dal 2006 al 2015, rileva l'Istat, la pressione fiscale e contributiva sui redditi lordi da lavoro autonomo cresce fino al 2008 per poi ridursi dal 2009 al 2014, a causa della diminuzione dei redditi autonomi e delle relative imposte, nel periodo della crisi economica, controbilanciata in parte dall’incremento annuale dei contributi sociali.

Nel 2015, i redditi da lavoro autonomo al lordo delle imposte e dei contributi sociali risultano in media pari a 22.952 euro. Dopo il prelievo fiscale e contributivo il reddito autonomo scende al 67% del reddito iniziale: le imposte sono il 16,4% mentre i contributi sociali, finalizzati al conseguimento delle prestazioni previdenziali e assistenziali, sono il 16,6% del reddito totale.

Anche nel lavoro autonomo le differenze di genere sono piuttosto rilevanti. I redditi lordi delle lavoratrici sono pari in media a 17.799 euro, contro i 26.008 euro dei lavoratori. Le lavoratrici, pur rappresentando oltre un terzo dei lavoratori autonomi (37,0%), producono complessivamente un reddito che ammonta a poco più di un quarto del totale (29%).

Marcate anche le differenze territoriali: come nel caso del lavoro dipendente, nel Nord-ovest i redditi da lavoro autonomo e anche i contributi sociali (rispettivamente 26.504 euro e 4.384 euro), risultano mediamente più elevati.

CARICHI PIÙ BASSI PER I COMMERCIANTI, PIÙ ALTI PER IMPRENDITORI E LIBERI PROFESSIONISTI. L’incidenza delle imposte dirette sui redditi da lavoro autonomo è pari al 19,7% del reddito lordo se si include anche la stima dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). Valori superiori alla media nazionale si osservano nel Nord-est (20,9%) e tra i lavoratori maschi (20,5%).

L’incidenza delle imposte cresce con l’età del lavoratore: passa dal 13,5% per chi ha meno di 35 anni al 29,6% per chi ne ha più di 64. Si rileva inoltre uno scarto importante tra chi ha conseguito la laurea (23,8%) e chi ha un titolo di studio inferiore (16,1% per la licenza media inferiore).

Per gli autonomi che hanno lavoratori alle proprie dipendenze, il peso delle imposte è di quasi 7 punti percentuali superiore a chi non ha dipendenti (22,5% contro 15,9%); per coloro che lavorano a tempo pieno (30 ore e più alla settimana), l’aliquota supera di 4,5 punti percentuali la tassazione di chi mantiene un orario ridotto (19,5% contro 13,0%).

Per quanto riguarda l’attività professionale, i commercianti presentano il carico fiscale più contenuto (16,8%), gli artigiani superano il 17,0% mentre il carico tributario raggiunge il 22,4% tra imprenditori, liberi professionisti e lavoratori in proprio. L’incidenza delle imposte risulta più elevata nel Nord-ovest per gli agricoltori, nel Nord-est per gli artigiani e al Centro per i commercianti.

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