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Mondo

Le fabbriche del futuro secondo Arup

Dimentichiamoci i capannoni metallici e immaginiamo edifici green con spazi interni flessibili e integrati

martedì 23 giugno 2015 - Erika Seghetti

Future of Factories (C) Arup
Spazi lavorativi flessibili, integrati e resilienti, processi produtivi innovativi grazie a digitalizzazione e big data. Sono queste le magggiori novità che stanno interessando, ed interesseranno sempre più in futuro, il mondo legato alla produzione industriale. Il panorama emerge da un recente report, 'Rethinking the Factory' (SCARICA ALLEGATO), redatto dalla nota società ingegneristica e di progettazione Arup che analizza le tendenze e le tecnologie emergenti che stanno trasformando il modello di fabbrica.

Robotizzazione

La robotizzazione è uno dei fenomeni più evidenti nella produzione industriale. Molti sono convinti che le macchine intelligenti sostituiranno gradualmente il lavoro umano, ma Arup non sembra essere dello stesso avviso. E crede invece che vi sarà una forte integrazione e collaborazione. E' vero che telecamere e sensori smart stanno permettendo ai robot di adattarsi all'ambiente esterno e di svolgere una serie di mansioni, basti pensare a tutte le possibilità offerte dalla stampa 3D, che fino a poco tempo fa erano impensabili. Ma il vero ausilio verrà dai sistemi informatizzati per il  controllo dei processi di produzione, dai programmi e sistemi di gestione e analisi dei dati, piuttosto che dallo svolgimento di lavori manuali.


Big data e Internet of Things
La digitalizzazione apre le porte a possibilità sconfinate. Sopratutto nel settore produttivo, dove i big data e l'Internet delle cose contribuiranno allo sviluppo di analisi di mercato sempre più dettagliate. I consumatori saranno sempre meno un'entità astratta. Grazie alla condivisione di dati se ne conosceranno informazioni, esigenze e desideri e questo consentirà di individuare le opportunità di sviluppo di nuovi prodotti e progetti.

Spazi flessibili ed integrati

Paradossalmente questa evoluzione che parte da una forte informatizzazione e digitalizzazione dei sistemi stanno rimettendo al centro dell'interesse tanto i consumatori quanto i lavoratori. Le nuove fabbriche non avranno quasi più nulla dei vecchi capannoni a cui siamo abituati. Avranno spazi interni flessibili, per rispondere ad esigenze produttive che non sono più standardizzate ma dipendono fortemente dalla domanda, quasi in tempo reale, del consumatore. E anche integrati, con gli spazi riservati agli uffici e quelli riservati alla produzione non più separati. Un esempio in questo senso è offerto dalla sede di Leipzig della BMW (foto in basso), dove lo stabilimento appare come un grande open-space, dove non esiste una netta divisione fra polo produttivo ed amministrativo.


Un'altra tendenza è in atto è quella, sottolinea Arup, delle 'fabbriche trasparenti', ovvero che vanno verso il modello di showroom, dove viene offerta al cliente la possibilità di entrare, toccare con mano i prodotti e in qualche caso anche di assistere al processo produttivo.

Sempre più green
La possibilità di gestire la produzione in modo diversificato e in base alle esigenze sta consentendo anche di rispondere ad un'altra grande esigenza del XXI secolo, quella dell'efficienza energetica. I nuovi poli produttivi sono sempre più attenti all'impatto ambientale, e lo saranno sempre più in futuro. Arup cita molti esempi di poli produttivi orientati alla sostenibilità e alla riduzione dei consumi energetici. Come la sede della Nestlé a Losanna (foto a destra), dotata di una copertura isolante in metallo,  pannelli solari e sistemi di ventilazione ed illuminazione naturale.

O quella di Method a Chicago (foto in basso)che, dotata di pale eoliche, pannelli solari e un intero parco a disposizione dei dipendenti, è  la prima fabbrica statunitense ad aver ricevuto la certificazione Leed Platinum.


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