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FAQ

Manutenzione su apparecchi a combustibile solido

In assenza di indicazioni precise da parte dell'installatore e/o del costruttore è opportuno seguire le normative tecniche di settore

martedì 30 gennaio 2018 - Redazione Casa&Clima

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Risponde l'Agenzia provinciale per le risorse idriche e l'energia della Provincia autonoma di Trento


Si evidenzia che, anche per i gruppi termici alimentati a biomassa combustibile (es: caldaie, stufe a pellet, apparecchi a caricamento automatico, termocamini, termostufe, termocucine, ecc..), per ciò che concerne il controllo e la manutenzione periodica dell'impianto, devono essere seguite le indicazioni fornite dal fabbricante dell'apparecchio nel libretto di uso e manutenzione, sia per la tipologia di operazioni da eseguire, che per la periodicità delle stesse.

In assenza di indicazioni precise da parte dell'installatore e/o del costruttore, situazione che può capitare soprattutto per gli apparecchi datati, è opportuno seguire le normative tecniche di settore.

Ad esempio, la norma UNi10683:2012 dà indicazioni in merito sia alle operazioni da eseguire, che alle periodicità da rispettare per diversi tipi di apparecchio:

  • 2 anni per i dispositivi alimentati a pellet di potenza inferiore a 15 kW
  • 1 anno per i dispositivi alimentati a pellet di potenza maggiore o uguale a 15 kW e non superiore 35 kW
  • 1 anno per le caldaie alimentate a biomassa di potenza non superiore a 35 kW
  • 1 anno per altre tipologie di apparecchi alimentati a biomassa collegati a reti di riscaldamento come termocamini, termostufe, termocucine di potenza non superiore a 35 kW

Al termine delle operazioni di controllo e manutenzione eseguite a regola d'arte, il manutentore rilascia all'utente un rapporto tecnico di controllo e manutenzione. Per quanto riguarda gli apparecchi alimentati da fonti rinnovabili di cui al D.Lgs. 28/2011, si ricorda che non sussiste l'obbligo di effettuare il controllo di efficienza energetica (c. d. "prova fumi"), ai sensi dell'art. 2 comma 2 del D.M. 10 Febbrario 2014.

Tuttavia nessuno vieta comunque di eseguire la prova dei fumi, poiché al di la del valore di rendimento che può variare molto in funzione della tipologia e qualità di combustibile bruciato, i dati ottenuti (tenore di ossigeno, valore del monossido, polveri, ecc) sono parametri importanti per valutare la qualità della combustione all'interno del focolare e il corretto funzionamento della componentistica dell'apparecchio, compresa l'eventuale sonda lambda.

Gli interventi di manutenzione, praticati dai tecnici abilitati, vanno regolarmente inseriti in SIRE, analogamente a quelli eseguiti sulle caldaie o su altri apparecchi dell'impianto termico.

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