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Mutui riqualificazione scuole, ecco la ripartizione regionale delle risorse

La rata di ammortamento annua prevista su base nazionale è di 40 milioni di euro a totale carico dello Stato

giovedì 14 maggio 2015 - Redazione Casa&Clima

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Il Ministero dell'Istruzione ha comunicato la ripartizione regionale delle risorse BEI a valere sul “Decreto Mutui” - D.M. 23 gennaio 2015 recante “Modalità di attuazione della disposizione legislativa relativa a operazioni di mutuo che le regioni possono stipulare per interventi di edilizia scolastica e residenziale”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 3 marzo 2015.  

Ricordiamo che il provvedimento - attuativo dell'articolo 10, comma 1 del decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104 (convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2013, n. 128) – disciplina i mutui trentennali che le Regioni possono stipulare, con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato, al fine di favorire interventi straordinari di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento sismico, efficientamento energetico di immobili di proprieta' pubblica adibiti all'istruzione scolastica e all'alta formazione artistica, musicale e coreutica e di immobili adibiti ad alloggi e residenze per studenti universitari, di proprieta' degli enti locali, nonche' la costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici e la realizzazione di palestre scolastiche nelle scuole o di interventi volti al miglioramento delle palestre scolastiche esistenti.

I mutui possono essere stipulati, sulla base di criteri di economicita' e di contenimento della spesa, con la Banca europea per gli investimenti, con la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa, con la societa' Cassa depositi e prestiti Spa e con i soggetti autorizzati all'esercizio dell'attivita' bancaria.

RIPARTIZIONE SU BASE REGIONALE. La rata di ammortamento annua prevista su base nazionale è di 40.000.000 di euro a totale carico dello Stato, ed è ripartita su base regionale secondo la seguente tabella: 


Per semplicità di lettura è stata moltiplicata la rata regionale per 30, ovvero per il numero di anni per i quali lo Stato corrisponderà la rata, mostrando, quindi, la somma attualizzata, comprensiva di interessi.

La distinzione del montante regionale in quota interessi e quota capitale sarà verificata da ogni Regione una volta conclusa la gara per l’aggiudicazione del tasso di interesse.

La quota interesse è ipotizzabile intorno al 30% del valore della somma attualizzata.

Leggi anche: “Riqualificazione edifici scolastici, in Gazzetta il decreto sui mutui trentennali

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