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Rent to buy, chiarimenti sul trattamento fiscale da applicare al canone pagato dal conduttore

Per la quota di canone imputata al godimento dell’immobile, trovano applicazione le disposizioni previste, sia ai fini delle imposte dirette che delle imposte indirette, per i contratti di locazione

venerdì 15 aprile 2016 - Redazione Casa&Clima

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Il contratto rent to buy “consente di concedere un immobile in godimento con il diritto del conduttore di acquistarne la proprietà, tenendo conto, in tutto o in parte, dei canoni versati (articoli da 21 a 23 del Dlgs 133/2014)”.

Il trattamento fiscale da applicare al canone pagato dal conduttore, spiega FiscoOggi.it nella rubrica “La Posta”, “è diversificato in considerazione della funzione (godimento dell’immobile e acconto prezzo) per la quale dette somme sono corrisposte: per la quota di canone imputata al godimento dell’immobile, trovano applicazione le disposizioni previste, sia ai fini delle imposte dirette che delle imposte indirette, per i contratti di locazione; la parte residua andrà imputata a corrispettivo dell’eventuale trasferimento (circolare 4/E del 2015). Quest’ultima, infatti, ha natura di anticipazione e deve essere assimilata, ai fini fiscali, agli acconti prezzo della successiva vendita dell’immobile”.

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