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Ricostruzione Centro Italia e Durc di congruità: ricorso al Tar della RPT contro l'ordinanza n.58/18

L'Ordinanza n. 58 del 4 luglio 2018 del Commissario De Micheli, lamentano i professionisti tecnici, attraverso il Durc di congruità attribuisce incarichi e compiti ai Direttori dei lavori che esulano dalle loro attribuzioni normative e li espongono a sanzioni ingiuste

martedì 2 ottobre 2018 - Redazione Casa&Clima

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Lo scorso 1 agosto la Rete Professioni Tecniche ha inviato una nota ufficiale all’on.Paola De Micheli, Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, relativa all’Ordinanza n. 58 del 4 luglio 2018 che ha attribuito, attraverso il Durc di congruità, incarichi e compiti ai Direttori dei lavori che esulano dalle loro attribuzioni normative e che li espongono a conseguenze sanzionatorie ingiuste (LEGGI TUTTO).

La richiesta della RPT di sospendere l’efficacia dell’Ordinanza 58/2018, per quanto riguarda i punti contestati, non è stata accolta dal Commissario De Micheli. La Rete ha pertanto impugnato l'Ordinanza con un ricorso al Tar Lazio.

“Il tentativo di alcune organizzazioni di bloccare i provvedimenti emessi per i cantieri della ricostruzione post-terremoto nel Centro Italia è da stigmatizzare senza alcuna esitazione. Attaccare e delegittimare un percorso virtuoso che ha come obiettivo la regolarità, la legalità e la sicurezza nei cantieri è sbagliato e dannoso, ci auguriamo che tutto si risolva in una bolla di sapone”. Lo dichiarano le segreterie nazionali di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. “Ci affidiamo alla giustizia italiana, nella quale crediamo fortemente, e ribadiamo che le misure introdotte dall’ordinanza hanno un valore immenso nella lotta allo sfruttamento dei lavoratori nei cantieri edili e alla concorrenza sleale tra le imprese. In particolare l’ordinanza del Commissario di governo alla ricostruzione afferma il rispetto della congruità nei cantieri, vale a dire il calcolo dell’incidenza della manodopera rispetto al valore dell’opera, e l’impiego di addetti ai quali va applicato il contratto nazionale dell’edilizia, per evitare il fenomeno del cosiddetto dumping contrattuale. Queste norme, rappresentano una delle più avanzate e concrete esperienze di contrasto preventivo al lavoro nero e all’illegalità, come già avvenuto nella ricostruzione in Umbria. Si tratta di strumenti indispensabili per favorire i professionisti seri e le imprese più corrette, e per garantire i diritti dei lavoratori e la qualità della ricostruzione”, hanno concluso Feneal, Filca e Fillea.

Leggi anche: “Ricostruzione Centro Italia, la Rete Professioni Tecniche contesta l’ordinanza n.58 del 4/7/2018

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