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Ritardi nei pagamenti nel settore delle costruzioni: lo studio della Commissione Ue

Nel 2018, nell'UE-28, il 56% delle MPI del settore delle costruzioni ha segnalato problemi legati ai ritardi di pagamento. Germania, Paesi Bassi e Svezia hanno la percentuale più bassa di MPI che hanno segnalato problemi

giovedì 18 giugno 2020 - Redazione Casa&Clima

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A distanza di 9 anni dall’approvazione della direttiva europea 2011/7/UE, i ritardi di pagamento continuano ancora a rimanere un problema chiave per il settore delle costruzioni, sia nelle relazioni tra imprese che nelle relazioni tra autorità pubbliche e imprese. Per comprendere al meglio le cause di questa grave situazione, l’Osservatorio Europeo delle Costruzioni della Commissione Europea ha pubblicato di recente uno studio su "Ritardi nei pagamenti nel settore delle costruzioni", su cui anche EBC ha collaborato.

Il rapporto richiama l'attenzione sulla situazione e sull'impatto dei ritardi di pagamento sul settore europeo delle costruzioni, analizzando la situazione in Italia e in altri quattro paesi: Francia, Irlanda, Spagna e Regno Unito. Oltre ad una disamina delle cause dei ritardi di pagamento nel settore delle costruzioni, vi è anche un'analisi delle iniziative politiche adottate dalle autorità pubbliche per far fronte ai ritardi e ai lunghi pagamenti negli Stati membri dell'UE.

Nel 2018 (UE-28), si legge nel Rapporto, il 56% delle MPI del settore delle costruzioni ha segnalato problemi legati ai ritardi di pagamento, il che lo rende il settore in cui le MPI sono più esposte a pagamenti tardivi. Tra gli Stati membri dell'UE, Germania, Paesi Bassi e Svezia hanno la percentuale più bassa di MPI che hanno segnalato problemi dovuti ai ritardi di pagamento.

In Italia il numero medio di giorni che un'impresa di costruzioni impiega per riscuotere un pagamento è pari a 80 giorni (2017), rispetto a una media nazionale complessiva di 85 giorni (con riferimento a tutti i settori). Nel 2017, solo poco più del 7% delle imprese di costruzione ha pagato le fatture entro la data di scadenza (quasi il 35% in meno rispetto al 2010) e oltre il 38% delle aziende ha pagato con almeno 90 giorni di ritardo (il 23,5% di queste con oltre 120 giorni di ritardo). Complessivamente il periodo di pagamento da parte della PA nel nostro Paese è stato mediamente di oltre 140 giorni.

Le pratiche di ritardo nei pagamenti hanno un forte e negativo impatto sulle imprese e sulle economie europee in generale: il 43% delle MPI del settore delle costruzioni sottolinea che i ritardi di pagamento incidono sui loro pagamenti ai fornitori e si ripercuotono quindi su tutta la catena di fornitura delle costruzioni, in particolare sulle imprese più piccole, che di solito si trovano alla fine della catena del valore.

La principale conseguenza del ritardo nei pagamenti è senza dubbio la carenza di liquidità che genera per le imprese di costruzione e, secondariamente, i pagamenti tardivi riducono la crescita del business, ritardano gli investimenti, mettono a rischio la realizzazione dei progetti e potrebbero portare al licenziamento di personale.

Tre sono gli aspetti principali individuati nel Rapporto che ostacolano l'effettiva attuazione della Direttiva 2011/7/UE nel settore delle costruzioni:

- la possibilità di derogare ai termini di pagamento, rispettivamente di 30 giorni e di 60 giorni, nelle transazioni con le autorità pubbliche e in quelle tra imprese. Questa "scappatoia" viene sfruttata dagli attori in posizione dominante (ad esempio gli appaltatori principali e le autorità pubbliche) per imporre condizioni di pagamento lunghe e inique e quindi per pagare in ritardo senza subire alcuna conseguenza legale.

- La possibilità di prolungare il procedimento di verifica oltre i 30 giorni, che a volte viene utilizzato in modo artificioso per estendere i termini di pagamento.

- La rinuncia volontaria alle misure di tutela previste dalla direttiva (rivendicare interessi, risarcimenti o avviare un procedimento giudiziario).Gli attori del settore delle costruzioni effettuano tali rinunce per evitare di danneggiare i loro rapporti con i partner commerciali ("fattore paura").

Il Rapporto si conclude rilevando che un monitoraggio e documentazione più scrupolosi sul comportamento in materia di pagamenti nel settore delle costruzioni, accompagnati da possibili sanzioni, appaiono a loro volta un meccanismo efficace per affrontare i ritardi di pagamento. Considerando che i ritardi di pagamento sono particolarmente diffusi e pesano sul settore delle costruzioni, può essere vantaggioso stabilire una piattaforma con le parti interessate per lo scambio di informazioni e pratiche a livello UE. (fonte: Anaepa Confartigianato)

Leggi anche: “Tempi di pagamento PA: la Corte di Giustizia europea condanna l'Italia

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