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Sblocca-cantieri, approvato emendamento che abbassa al 40% la quota massima in subappalto

Eliminato l'incentivo 2% per i progettisti interni alle pubbliche amministrazioni. Confermato il divieto, per il concorrente ad una gara d'appalto, di divenire subappaltatore dell'impresa vincente

giovedì 23 maggio 2019 - Redazione Casa&Clima

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Le commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato hanno approvato ieri un emendamento al decreto-legge Sblocca-cantieri che abbassa al 40% la quota massima di lavori pubblici affidabile in subappalto.

La quota del 40% è una via di mezzo tra il 50% previsto dal decreto Sblocca cantieri e il 30% fissato in origine dal nuovo Codice dei contratti pubblici (D.lgs n. 50/2016).

ELIMINATO L'INCENTIVO 2% PER I PROGETTISTI INTERNI ALLE PA. Con il medesimo emendamento del M5S è stato anche eliminato l'incentivo 2% per i progettisti interni alle pubbliche amministrazioni, che lo Sblocca-cantieri voleva reintrodurre. L'incentivo del 2% rimane ma con riferimento solo alle attività di programmazione e controllo, come disponeva il Codice dei contratti pubblici.

CONFERMATO IL DIVIETO, PER IL CONCORRENTE AD UNA GARA D'APPALTO, DI DIVENIRE SUBAPPALTATORE DELL'IMPRESA VINCENTE. Rimane confermato il divieto, per il concorrente ad una gara d'appalto, di divenire subappaltatore dell'impresa vincente. È stata dunque accolta la richiesta del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone.

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