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Scomparso l'Arch. Vittorio Gregotti: il cordoglio del CNAPPC

Nato a Novara nel 1927, l'architetto Vittorio Gregotti è stato anche saggista, critico, docente, editorialista, polemista e uomo delle istituzioni. Tra i suoi progetti spicca quello del quartiere Bicocca a Milano, una rivoluzione urbana per la città, con l’università, le aziende e il Teatro degli Arcimboldi

lunedì 16 marzo 2020 - Redazione Casa&Clima

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Il Consiglio nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori “esprime il proprio cordoglio per la scomparsa dell’architetto Vittorio Gregotti.

Interprete tra i più significativi dell’architettura e dell’urbanistica del 900, ha rappresentato la storia dell’architettura ed in generale quella della cultura italiana.

Intere generazioni di architetti sono state formate dal suo pensiero: una scomparsa, quella di Vittorio Gregotti, che lascia un vuoto che sarà difficile colmare”.

Il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici, i vice presidenti, i componenti la Giunta e il Consiglio Direttivo, il segretario generale, consulenti e collaboratori di Assoedilizia- Associazione della Proprietà Edilizia, partecipano con profondo cordoglio al lutto della città di Milano e dell’Italia per la scomparsa dell’architetto Vittorio Gregotti avvenuta nella clinica San Giuseppe di Milano.

Gregotti – saggista, critico, docente, editorialista, polemista, uomo delle istituzioni ma soprattutto architetto – è stato uno dei pilastri della nostra cultura. Nato a Novara nel 1927, dopo la laurea in architettura nel 1952 al Politecnico di Milano è entrato, come prima esperienza, nello studio BBPR. Dal 1953 al 1968 ha svolto la sua attività in collaborazione con Ludovico Meneghetti e Giotto Stoppino. Nel 1974 ha fondato la Gregotti Associati. È stato anche docente di Composizione architettonica presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, ha insegnato nelle Facoltà di Architettura di Milano e Palermo.

Per la Triennale di Milano è stato responsabile della sezione introduttiva nel 1964; dal 1974 al 1976 è stato direttore delle arti visive ed architettura della Biennale di Venezia. Tra i suoi progetti spicca quello del quartiere Bicocca a Milano, una rivoluzione urbana per la città, con l’università, le aziende e il Teatro degli Arcimboldi.

Nel corso della sua attività accademica è stato inoltre “visiting professor” alle Università di Tokyo, Buenos Aires, San Paolo, Losanna, Harvard, Filadelfia, Princeton, Cambridge (U.K.) e all’M.I.T. di Cambridge (Usa). Tra i suoi numerosi interventi si contano, per citare, la riqualificazione di Potsdamer Platz a Berlino, del Gran Teatro Nazionale di Pechino. e della Chiesa di san Massimiliano Kolbe, a Bergamo.

Tra i suoi libri ”La città visibile” (Einaudi), ”Cinque dialoghi necessari” (Electra), ”L’architettura dell’ espressionismo” (Fabbri), ”New directions in Italian Architecture” a New York. Gregoretti ha curato anche la rubrica ”Architettura” per il settimanale Panorama, collaborava al Corriere della Sera e ha diretto le riviste ”Rassegna” e ”Casabella”.

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