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Sismabonus, lettera aperta di Fond. Inarcassa a Delrio sulle competenze professionali

Occorre definire nel dettaglio le attività relative al sismabonus che possono rientrare nelle competenze di geometri, periti edili, dottori in agraria, periti agrari e laureati triennali

martedì 21 marzo 2017 - Redazione Casa&Clima

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Con una "lettera aperta" pubblicata sul Corriere della Sera di sabato 18 marzo 2017, la Fondazione Inarcassa chiede chiarimenti al Ministro Delrio circa la modifica al Decreto Sismabonus (variazione dell’art. 3 del decreto n. 58 del 2017) che ha eliminato il riferimento esclusivo agli ingegneri e architetti.

Ecco il testo della lettera aperta.

Ill.mo Signor Ministro,

dal 24 agosto 2016 il Centro Italia è stato investito da oltre 45 mila scosse di terremoto che hanno reso inagibili più di 200 mila immobili. Una catastrofe per la quale il Governo si era impegnato ad assicurare una ricostruzione sicura con regole certe.

Eppure, recentemente, Lei stesso ha emanato un decreto a variazione dell’art. 3 del decreto n. 58 del 2017, modificando l’originaria previsione normativa che riservava a ingegneri e architetti iscritti ai rispettivi Ordini tutte le attività tecniche connesse al cosiddetto “sisma Bonus”, ed estendendo così - molto più genericamente - tali attività a qualunque professionista iscritto ai rispettivi Ordini o Collegi.

Noi architetti e ingegneri liberi professionisti iscritti a Inarcassa lamentiamo da anni, da molti anni, la terribile confusione esistente sulle competenze professionali delle figure tecniche che affollano il mondo delle costruzioni. Un caos che, purtroppo ancora una volta, viene ulteriormente alimentato anziché essere risolto.

Bisogna essere consapevoli che i primi a farne le spese sono i cittadini.

Sulla specifica attività inerente alle prestazioni tecniche in ambito sismico riteniamo che non possa più essere tollerato nessun tipo di confusione, soprattutto quando a essere in gioco è la pubblica incolumità. Migliorare la sicurezza statica o adeguare alla normativa vigente gli edifici esistenti in zona sismica richiede necessariamente valutazioni complesse sulle strutture e sulla loro risposta alle azioni sismiche. Solo ingegneri e architetti con laurea magistrale possiedono le competenze tecniche necessarie a svolgere tali valutazioni.

È quindi necessario definire compiti e obblighi in forma chiara e precisa.

Per questo motivo ci permettiamo di richiederLe che vengano definite nel concreto e con puntualità le attività relative al “sisma Bonus” che possono rientrare nelle competenze di geometri, periti edili, dottori in agraria, periti agrari e laureati triennali.

Siamo certi che, ben comprendendo l’importanza delle questioni da noi sollevate, vorrà dedicare alla presente lettera la giusta attenzione e fornire alla categoria e ai cittadini tutti conseguente riscontro.

Si porgono distinti ossequi.

arch. Andrea Tomasi

Presidente Fondazione Inarcassa

Leggi anche: “Sismabonus, il CNI critica l'eliminazione del riferimento esclusivo a ingegneri e architetti

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